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“Denisa rapita da un clan rumeno con l’aiuto di un avvocato”, l’ipotesi della Procura sulla scomparsa della escort

Perquisita la casa della madre a Roma

Il mistero di Denisa: rapita nella notte da un clan rumeno?

E’ l’ipotesi avanzata dalla Procura di Prato alla guida del dottor Luca Tescaroli.

Le indagini, iniziate da quando la giovane 30enne, di professione escort, è sparita dal residence dove alloggiava, senza lasciare traccia, si sono concentrate da subito su una rete di sfruttamento e gli inquirenti ipotizzano un sequestro orchestrato con l’aiuto di un avvocato.

È un intreccio oscuro e inquietante quello che emerge sulla scomparsa di Maria Denisa Adas, la trentenne svanita nel nulla tra la notte del 15 e 16 maggio. La Procura pratese guidata da Luca Tescaroli, sta seguendo una pista allarmante: la giovane potrebbe essere stata sequestrata da un gruppo organizzato di cittadini rumeni, con la complicità di un legale,  nella notte tra il 15 e il 16 maggio.

Nelle ultime ore, le indagini si sono intensificate. I carabinieri del reparto operativo di Prato e Firenze hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione della madre della ragazza, Maria Cristina Paun, situata nel quartiere romano di Torpignattara, e l’hanno posta sotto sequestro. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora proprio sull’ambito familiare della giovane, cercando di fare luce su rapporti, messaggi e dinamiche che precedono e seguono la sua scomparsa.

Ma a gettare ulteriore inquietudine sul caso è un messaggio riportato dalle due avvocatesse della madre di Denisa, Marianna De Simone e Gabriella Bellanova, durante un intervento, ieri sera, alla trasmissione “Chi l’ha Visto?”. Il messaggio, inviato da una collega di Denisa e inoltrato alla famiglia, è un grido di aiuto: “Ci tengono segregate, sono terrorizzata, ci hanno fatto le peggio cose. Non voglio più fare questo lavoro. Mi ha spaventata Ale (Alexandra, pseudonimo di Denisa). Ci tenevo tanto”.
Queste parole alimentano l’ipotesi di un sistema di sfruttamento organizzato, in cui le ragazze sarebbero state controllate e costrette a subire violenze.

Nel frattempo, la madre della giovane è stata convocata nuovamente a Prato per essere ascoltata insieme alla cognata di Denisa e a un’amica. Gli inquirenti stanno esaminando in dettaglio ogni elemento: le relazioni personali, le ultime comunicazioni telefoniche e gli incontri avuti dalla giovane, anche nelle ore precedenti alla scomparsa.

Particolare rilievo assume il rapporto con la madre, con cui Denisa si sentiva al telefono prima e dopo ogni appuntamento. Una dinamica che potrebbe svelare retroscena inaspettati, su cui gli investigatori vogliono vederci chiaro.

Infine, dalla stanza del residence in via Ferrucci dove la giovane alloggiava.  sono spariti anche alcuni effetti personali e una somma di denaro guadagnata da poco, altro elemento che alimenta i sospetti di un sequestro premeditato.

Un caso ancora avvolto dal mistero, ma che ogni giorno si fa più cupo e preoccupante.