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Coniugi morti inghiottiti dalla piena a Lamporecchio: accusa di condotte omissive per tre

Indagati il sindaco, il vice sindaco e il dirigente dell’Area Tecnica lavori pubblici

Antonino Madonia, 70 anni, e Teresa Perone, 65, i due coniugi di Lamporecchio, in provincia di Pistoia, furono inghiottiti dalla piena mentre erano a bordo della loro auto, e i loro corpi trovati senza vita a qualche chilometro di distanza, nell’alluvione del 2 novembre 2023, quando crollò il ponte di via Podere Vitetto.

Dall’ipotesi formulata dalla Procura pistoiese, diretta dal dottor Tommaso Coletta, sarebbero responsabili i pubblici ufficiali preposti all’adozione di cautele di protezione civile in caso di eventi atmosferici “importanti”: il sindaco, il vice sindaco e il dirigente dell’Area Tecnica lavori pubblici, nonchè dirigente del Coc comunale.

Le accuse mosse, dopo le indagini affidate all’Arma dei Carabinieri,  sono “condotte omissive”. 

A renderlo noto è lo stesso Procuratore Capo: “Nell’ipotesi accusatoria formulata da questo ufficio, sarebbero gravati da indizi di responsabilità omissiva (da ritenersi peraltro innocenti fino a sentenza definitiva) pubblici ufficiali preposti all’adozione di cautele di protezione civile in occasione di accadimenti metereologici importanti.
Vengono loro contestate condotte omissive in violazione dei Decreti Legislativi 1/2018 e 267/2000, nonché del Piano Comunale di Protezione Civile approvato con delibera del Consiglio Comunale di Lamporecchio numero 15 del 17.3.2018″.

“In particolare –  si legge nell’atto – avrebbero omesso di attuare le misure imposte dalla situazione di allerta metereologica e di pericolo di alluvione, a più riprese segnalate dagli organi regionali e provincialiche avvisavano circa il rapido innalzamento dei livelli idrometrici e raccomandavano di monitorare bacini, sottobacini e affluenti dell’Arno per rischio di possibili esondazioni, allagamenti diffusi e criticità nella viabilità. Pur essendo noti eventi alluvionali già verificatisi nei pressi del fiume Rio di Lamporecchio – non predisponevano presidi territoriali e non emanavano ordinanze contingibili e urgenti di limitazione o chiusura delle strade, quali via Badalino (classificata nel Piano comunale come esposta a “rischio idraulico”) e la contigua via Podere Vitetto. Accadeva quindi che i due coniugi, nel transitare sulla via Podere Vitetto e nell’attraversare il ponte esistente sul Rio di Lamporecchio a bordo della propria autovettura, venivano travolti dalle acque che all’altezza del ponte avevano raggiunto il livello di piena.  Cosicché l’auto condotta dal Madonia (il quale non aveva completa percezione dello stato di pericolo per le condizioni metereologiche e la scarsa visibilità) veniva investita dall’ondata di piena, cadeva nell’alveo del fiume per il crollo del ponte e veniva trascinata per diversi chilometri a valle (essendo stata poi ritrovata in località San Pantaleo del comune di Vinci).

I corpi senza vita dei due coniugi furono rinvenuti, fuori dall’auto, ad una distanza di circa 1,5 km dal luogo del sinistro.