Dalla Procura
|Nell’affittacamere abusivo un tentato omicidio: scattano i sigilli
La vittima, attinta da colpi di pistola, ha collaborato con gli inquirenti
A seguito del tentato omicidio del 19 aprile scorso, in via Meucci a Prato, commesso ai danni di un cittadino cinese di quarantasette anni, sono state avviate le investigazioni in plurime direzioni. La vittima, presente sul territorio, priva di titolo legittimante e, dunque, senza permesso del soggiorno, una volta ripreso coscienza, a seguito di intervento chirurgico, si è decisa a collaborare con gli inquirenti, ricostruendo la dinamica di quanto accaduto e spiegando che i colpi di arma da fuoco che l’avevano attinta alla spalla e a un arto superiore, erano stati esplosi nel mentre si trovava in uno stabile in via del Seminario, intento a cambiare denaro da euro a ayuan.
“Il sopralluogo e la perquisizione, successivamente effettuati nello stabile – spiega il procuratore capo dottor Luca Tescaroli in una nota – hanno permesso di individuare una pistola modificata rispetto alla struttura originaria e di trarre in arresto il detentore, il quale è stato, poi, sottoposto all’obbligo di dimora. Al contempo è emersa una situazione di profonda illegalità all’interno della struttura, una villa di pregio stile Liberty, di proprietà di un cittadino italiano, che risultava adibita ad affittacamere abusivo, con capienza ricettiva pari a 3 persone, oltre che all’esercizio di abusiva attività di cambio valute e di effettuazione di tatuaggi. I gestori, entrambi di nazionalità cinese, che hanno l’immobile in locazione, avevano ricavato, attraverso la suddivisione degli spazi, piccoli locali, molto simili a dei loculi, destinati ad ospitare connazionali sia clandestini cher egolari, muniti di permesso di soggiorno, a fronte del pagamento di 70 euro settimanali e di 300 euro mensili da parte di ognuno. In particolare, sono stati rinvenuti cinque clandestini, tre dei quali muniti di passaporto (che saranno pertanto rimpatriati dall’ufficio Immigrazione della Questura di Prato) e quindici cittadini regolarmente soggiornanti”.
“Gli interventi di ristrutturazione sono stati effettuati in totale spregio delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie esistenti, nonché della regolamentazione afferente alla sicurezza degli impianti e delle forniture elettriche e del gas – precisa il procuratore – per cui è stato sottoposto a sequestro l’intero immobile, al fine di interrompere le plurime attività criminose in essere. Coordinato da quest’ufficio, lo sforzo investigativo si è snodato nell’arco di una decina di giorni e ha visto l’impegno da parte della Squadra Mobile di Prato – costantemente impegnata nell’attività repressiva imposta dall’ escalation criminale che caratterizza il territorio pratese – e della Polizia Municipale di Prato”.


