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Con uno stratagemma riescono a ripulire il conto corrente della vittima: ammanettati

I due uomini sono ora ai domiciliari

La Squadra Mobile di Livorno, diretta dal dottor Giuseppe Lodeserto, ha arrestato due personaggi a carico dei quali sono stati raccolti gravi indizi del reato di truffa continuata in concorso.

I poliziotti hanno controllato due uomini che avevano appena effettuato un prelievo con carta Postpay, già notati essere usciti, poco prima, da altro ufficio postale della zona.

Insospettiti dalla loro condotta, hanno deciso di fermarli e i due sono stati trovati in possesso, oltre che di una considerevole somma di denaro in contante, anche di cospicua documentazione afferente movimenti emessi dal conto corrente postale della vittima e trasferiti a vario titolo sul conto e su varie carte Postpay intestate, tra gli altri, ad uno dei due.

Ricostruendo i vari passaggi e movimenti di denaro, gli investigatori della Squadra Mobile di Livorno sono riusciti a risalire all’identità della vittima, che era stata raggirata telefonicamente in maniera truffaldina e dal cui conto corrente erano state a più riprese e nel giro di breve tempo prelevate migliaia di euro. In particolare, la vittima aveva ricevuto varie telefonate da numeri sconosciuti, fino all’arrivo di un sms, tramite il quale era stato avvisato di una truffa in atto sul suo conto corrente postale, numero che il malcapitato aveva contattato immediatamente.  Il falso operatore postale, acquisita la sua fiducia, si era fatto autorizzare a compiere verifiche sul conto corrente, del quale il truffato aveva fornito ingenuamente numero e codici segreti.

I due uomini pertanto, in possesso delle credenziali del malcapitato,  avevano immediatamente provveduto a prelevare e stornare tutti i risparmi presenti sul suo conto corrente. Al termine dei primi accertamenti e riscontri, valutata la gravità e la reiterazione dei comportamenti che configuravano il reato di truffa continuata in concorso, ritenendone attuale il pericolo di reiterazione, la Squadra Mobile ha deciso di arrestarli nella quasi flagranza di reato, sequestrando la documentazione raccolta ed il denaro contante in possesso dei due soggetti che, come disposto dalla Procura della Repubblica di Livorno, sono stati condotti presso le loro abitazioni in regime di arresti domiciliari, convalidati questa mattina dal giudice del tribunale labronico.