Pronto soccorso e carenza di medici, tavoli tecnici per risolvere le criticità

Fumata bianca all'incontro con i sindacati: sospeso lo stato di agitazione

Costituzione di tavoli tecnici per affrontare le singole problematiche, condividendo le priorità, a partire dalle condizioni di lavoro nei pronto soccorso. E’ questo il risultato della riunione che si è svolta alla direzione dell’assessorato alla salute della Regione Toscana tra il direttore generale Federico Gelli, il dirigente preposto alle relazioni sindacali  Luciano Lippi e le organizzazioni sindacali della dirigenza dell’area sanitaria che hanno sospeso lo stato di agitazione.

Tra le altre segnalate dai sindacati la stabilizzazione del personale precario, la mobilità aziendale ed interaziendale, le modalità di determinazione dei fabbisogni di personale, la rete ospedaliera, il rilancio dei dipartimenti di prevenzione e i rapporti tra università e sistema sanitario regionale.

Uno spazio particolare è stato dedicato alle modalità di reperimento ed attribuzione delle risorse economiche necessarie a incentivare gli operatori dei dipartimenti di emergenza/urgenza e a sanare il gap retributivo degli operatori della sanità toscana rispetto alla media nazionale, anche se in questo campo permangono alcune importanti criticità legate a norme nazionali che necessitano di ulteriori e specifici approfondimenti che la regione si è impegnata ad eseguire nelle sedi competenti.

La riunione si è svolta in un clima sereno e collaborativo e si è conclusa con la sottoscrizione di un accordo nel quale sono stati dettagliati gli impegni che la regione si assume nei confronti delle organizzazioni sindacali, della cui realizzazione si è fatto garante il direttore generale.

Per questi motivi le organizzazioni sindacali della dirigenza dell’area sanità ritengono “opportuno sospendere lo stato di agitazione e le iniziative che erano state programmate, esprimendo la soddisfazione per l’accoglimento da parte regionale della stragrande maggioranza delle istanze proposte e apprezzamento per tutti gli organi ed i rappresentanti dell’amministrazione regionale che si sono fattivamente adoperati per giungere alla composizione della vertenza. Il percorso sarà difficile ed impegnativo, ma siamo partiti con il piede giusto”.

C’è convergenza tra la Regione Toscana e i rappresentanti dell’intersindacale della dirigenza dell’area sanità Toscana, che hanno scelto di misurarsi su tutta una serie di azioni su cui saranno aperti nei prossimi mesi tavoli di confronto specifici. Gli obiettivi comuni di intesa sono stati individuati a seguito dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra i rappresentanti della Regione e l’intersindacale della dirigenza. Si lavora dunque alla stabilizzazione del personale precario e alla mobilità volontaria, sulle condizioni di lavoro nei pronto soccorsi, sulla riorganizzazione degli ospedali di base e in particolare quelli delle zone disagiate per garantire efficacia e sicurezza della cure (ma anche per avere un aiuto nell’abbattimento delle liste di attesa). Sul tavolo di lavoro c’è pure un metodo condiviso per determinare fabbisogni del personale e costo. E poi tanti altri temi: dalla riorganizzazione dei dipartimenti della prevenzione alla medicina penitenziaria, ad esempio, al rapporto con le università, l’emergenza-urgenza, la medicina dello sport e molto altro ancora.

Il presidente della giunta regionale ringrazia tutti, dall’assessore ai dirigenti della direzione, per l’impegno profuso. L’assessore alla salute, ugualmente soddisfatto per l’intesa avvenuta e che si affianca a quella con i sindacati del comparto, mette in evidenza la determinazione con cui la Toscana intende sostenere la sanità pubblica: la Regione ha chiesto infatti a livello nazionale che il fondo sanitario sia aumentato ed adeguato fino a raggiungere i livelli medi europei. Allo stesso tempo la Toscana chiede i rimborsi delle spese sostenute per l’emergenza da Covid-19 e delle bollette energetiche aumentate a seguito delle tensioni internazionali.

Chiede inoltre che nell’agenda nazionale ci sia la revisione delle norme sui tetti alla spesa del personale. Ribadisce la contrarierà a formule a gettone per il reclutamento del personale medico, investendo invece sui dipendenti e professionisti per valorizzare chi lavora nel sistema sanitario. Per questo, rimarca l’assessore, la Regione metterà a disposizione tutte le risorse necessarie e farà il massimo per ristorare tutti i lavoratori nei limiti consentiti dalla legge.

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