Il fosso si colora di rosa: un cittadino lo segnala ad Arpat

Le analisi hanno evidenziato la presenza di batteri purpurei solfitoriduttori appartenenti alla famiglia delle Chromatiaceae

Il fosso tutto ad un tratto, è diventato  rosa.

La segnalazione è arrivata ad Arpat da un cittadino e sono subito scattati i controlli del personale del dipartimento Piombino-Elba sul fosso Cervia.

Il fosso Cervia è un canale che corre parallelo alla costa tra i comuni di Piombino e Follonica e la nzona interessata da questo fenomeno era limitata a un tratto di circa 100 metri tra località Mortelliccio e Carbonifera.

Il tratto di fosso che presentava la colorazione rosa risultava in secca a monte e a valle, non raggiungendo la foce e quindi non interessando le acque marine.

Gli operatori intervenuti hanno eseguito un campione di acqua superficiale e effettuato la misura dei parametri temperatura, ossigeno, pH, potenziale redox e conducibilità: le acque sono risultate totalmente prive di ossigeno. Il campione analizzato in laboratorio si presentava di colore rosa intenso con odore dolciastro misto a terra.

L’aanlisi al microscopio, effettuata dagli operatori del Settore Mare di Piombino, non ha evidenziato fioriture di microalghe, ma solo la presenza di qualche diatomea pennata e pochi cianobatteri e di una massiccia presenza di piccoli organismi identificati successivamente come batteri purpurei solfitoriduttori appartenenti alla famiglia delle Chromatiaceae.

Si tratta pertanto di una colorazione anomala di origine naturale dovuta alle condizioni ambientali createsi in questi giorni di caldo intenso che hanno portato a una riduzione di ossigeno nel canale creando le condizioni ideali per lo sviluppo di questi batteri anaerobi non patogeni.

L’utilizzo dell’obiettivo a immersione, che permette di ingrandire il preparato 1000 volte, ha consentito quindi di rilevare la presenza di numerosi organismi sferici-ovoidali delle dimensioni intorno ai 2 µm: la colorazione rosa intensa e la presenza di granuli scuri all’interno delle cellule hanno permesso di identificare questi organismi come batteri purpurei.

Questi organismi crescono in condizioni anaerobiche effettuando la fotosintesi senza l’impiego di ossigeno (fotosintesi anossigenica): questa reazione prevede la riduzione dell’anidride carbonica e l’ossidazione del solfuro idrogeno con produzione di zuccheri, acqua e zolfo. Lo zolfo viene depositato all’interno delle cellule sotto forma di granuli. Contengono pigmenti come batterioclorofille e sono particolarmente ricchi di carotenoidi, che conferiscono la tipica colorazione porpora.

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