Accusati di 10 rapine: uno finisce in cella, l’altro è stato denunciato

Indagine certosina dei carabinieri di Prato

I carabinieri del Radiomobile di Prato, con l’accusa del reato di rapina continuata, nonché aggravata in alcuni casi anche da lesioni in danno delle vittime, hanno arrestato un cittadino nigeriano 39enne, dando così esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal gip, in cui risulta indagato in stato di libertà anche un suo connazionale 27enne.

I due, a seguito delle indagini svolte dai carabinieri pratesi sotto la direzione del pm Vincenzo Nitti, sarebbero sospettati di una serie di rapine messe a segno a Prato dall’aprile di quest’anno, in cui le vittime prese di mira si identificavano sempre in cittadini di nazionalità cinese.

Denaro, telefoni cellulari ed altri effetti di valore sono stati l’obiettivo dei rapinatori che agivano un po’ in varie parti della città, in orari spesso diversi ed imprevedibili, senza una specifica pianificazione dei crimini, scegliendo vittime anche diverse tra loro, ma proprio per questo ancorché sguscianti e difficili da individuare.

La loro identificazione è stata il risultato di un lungo e certosino lavoro che i Carabinieri hanno svolto analizzando centinaia di ore di registrazioni delle immagini riprese dai circuiti di sorveglianza cittadini e privati; comparando i dati dei diversi eventi; ricostruendo percorsi e itinerari utilizzati dai rapinatori.

Determinanti per le indagini sono state anche alcune perquisizione svolte nei confronti degli indagati durante le quali è stato rinvenuto abbigliamento nonché affetti personali che comparivano indossati dai rapinatori in alcune riprese video registrate dopo gli eventi delittuosi.

Ma ancor più risolutiva è stata l’empatia raggiunta con la comunità cinese che ha consentito agli inquirenti di inserirsi all’interno delle dinamiche e dei canali di comunicazioni utilizzati nella loro collettività e che ha dato un forte sostegno nella raccolta di innumerevoli dichiarazioni di testimoni, unite e confrontate con i contenuti delle denunce sporte dalle vittime, che hanno consentito di chiudere il cerchio sui responsabili.

I due indagati sono entrambi con precedenti e per diverso tempo hanno dimorato in località Poggio Secco nei locali dismessi della Misericordia. Uno di loro, tratto in arresto, è stato rintracciato nei giardini di via Papa Giovanni XXIII dove si era spostato a seguito dello sgombero avvenuto qualche settimana fa del suo precedente domicilio, così come l’altro indagato del procedimento.

Ma l’attività dei carabinieri ha consentito anche ulteriori risultati operativi, tanto che ad essere deferiti per altri fatti reato di rapina, alcuni anche collegati, sono stati anche altri due cittadini nigeriani

In tutto sono 10 le rapine a cui i militari hanno potuto consegnare i responsabili alla giustizia, un risultato confortante che si unisce a quelli già raggiunti dall’inizio dell’anno per lo specifico reato, ma che ancora non ha consentito di debellare completamente il preoccupante fenomeno che tanto allarme sociale crea in città e sul quale non si allenta lo sforzo operativo dei militari di via Picasso.

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