Delitto a Sarzana, il fermato: “Sono innocente, ero al bar con gli amici e il cane”

Il legale: "Sul secondo omicidio non c'è neppure il fumus"

Il giovane di Carrara, Daniele Bedini, sottoposto a fermo, e in cella con l’accusa di aver ucciso Nevila Pjetri, la prostituta 35enne trovata nella notte tra sabato e domenica scorsa senza vita sul greto del torrente Parmignola a Marinella di Sarzana, uccisa con due colpi di pistola calibro 22, avrebbe un alibi. Almeno fino a mezzanotte, e forse anche oltre, spiega il legale, avvocato Rinaldo Reboa, si trovava in un bar con alcuni amici e il cane.

Mentre l’udienza di convalida del fermo dovrebbe tenersi nelle prossime ore, il sospettato dal carcere spezzino continua a proclamarsi innocente. 

Sul secondo omicidio, quello della trans Camilla, all’anagrafe Carlo Bertolotti, parrucchiera residente ad Albiano Magra, nella provincia di Massa Carrara – l’autopsia deve essere ancora eseguita –  sono tuttora in corsa indagini da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di La Spezia, dei Ris di Parma e della Scientifica della questura, per capire se tra i due delitti ci sia un collegamento.  Per l’avvocato di Bedini, sul secondo omicidio, “non c’è neppure il fumus”.

Sono in corso gli esami sulle tracce ematiche e i bossoli trovati nella Ford Fiesta della trans e sui tabulati telefonici sia dell’indagato che su quelli delle due sex workers. Da stabilire se il cellulare di Bedini abbia agganciato una cella della zona dove si sono consumati i due omicidi.

L’arma del delitto ancora non è stata trovata.

Se alcuni testimoni hanno riferito agli investigatori di aver visto Nevila salire su un’auto bianca, tra le ipotesi al vaglio, in merito al delitto di Camilla, quella che la trans abbia assistito alla scena ed abbia riconosciuto l’uomo che era alla guida. Ma, ancora, è da provare il nesso tra i due delitti. 

Intanto, mentre in giornata sono arrivati da Genova i sub dell’Arma per scandagliare il torrente alla ricerca di elementi utili all’indagine, spuntano due testi contro l’alibi del fermato che affermano di aver visto il killer scaricare il cadavere  dire “ti sta bene”.

Duplice omicidio, i sub dell’Arma scandagliano il torrente

Poi l’interrogativo: come mai il fermato non era già in carcere visto che su di lui pendeva una sentenza definitiva di condanna per una rapina?

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