“Il coordinatore del consultorio è un ginecologo obiettore”: protesta a Pontedera foto

Chiesto il ritiro della nomina. Un caso analogo anche in Versilia

Striscioni di protesta, e sit in, difronte al consultorio di Pontedera per la nomina a coordinatrice del consultorio di una ginecologa obiettrice di coscienza.

Alla manifestazione qualche giorno fa, che è stata promossa dal coordinamento regionale 194 e da altre associazioni, è stato chiesto sia all’Asl Toscana nord ovest che alla Regione di “revocare la nomina fatta nei giorni scorsi e il “ritiro delibera della Asl che affida l’incarico alla ginecologa obiettrice”

“Lo sconcerto è ancora più grande – scrivono in una nota – se consideriamo che il presidio ospedaliero di Pontedera è stato, nel 2005, il primo in Italia ad introdurre l’aborto farmacologico”.

In tutta la Toscana ci sono strutture ospedaliere dove il numero degli obiettori di coscienza supera di gran lunga quello dei medici che praticano gli aborti, ad esempio l’ospedale Versilia, dove, tra l’altro, il consultorio è anche in questo caso diretto da un medico obiettore.   

L’Asl chiarisce come si è svolto l’iter della nomina e soprattutto sottolinea che al consultorio saranno garantiti tutti i diritti che la legge 194 sancisce (legge che consente alla donna l’interruzione volontaria di gravidanza).

Nel bando per la copertura dell’incarico, fino a poco tempo ricoperto da una psicologa, erano richiesti precisi requisiti professionali e organizzativi, la valutazione infatti è stata centrata sui titoli e il colloquio. La scelta è ricaduta sulla persona che la commissione ha ritenuto più idonea, visti i titoli e l’esperienza maturata, a ricoprire l’incarico messo a bando. Si ricorda che i candidati che si sono presentati erano due. Inoltre, nel bando non si faceva menzione all’obiezione di coscienza sia perché la legge non lo prevede, sia perché il responsabile del consultorio ha una funzione prevalentemente organizzativa e quindi difficilmente questa figura certifica l’interruzione di gravidanza ma è tenuto a garantire la correttezza dei percorsi. La nomina della dottoressa – afferma la direzione della Asl – è sicuramente scaturita dalla valutazione dei titoli e dall’esito del colloquio, ma anche dal fatto che stiamo parlando di una validissima professionista che ha sempre dimostrato correttezza e serietà nello svolgimento delle mansioni che negli anni le sono state attribuite. Sarà comunque nostra cura vigilare che non vi siano violazioni di diritti e siamo certi che il consultorio della Valdera continuerà ad essere un punto di riferimento, come è sempre stato, sia per le donne, sia per i molti giovani del territorio”. 

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