Scarsa informazione ai clienti sull’acquisto delle azioni: la Banca Popolare di Lajatico nel mirino dell’arbitro di Consob

Primi pronunciamenti a favore dei clienti per il risarcimento. Già attivo un gruppo Facebook, promossa una causa collettiva

La banca di Lajatico è tra gli istituti inadempienti secondo l’Acf di Consob: non avrebbe informato clienti e azionisti in maniera corretta. Al momento è in corso un’azione collettiva contro l’istituto dopo le ultime sentenze favorevoli agli investitori che hanno condannato l’istituto a risarcire i danni.
La banca popolare di Lajatico risulta tra gli istituti inadempienti, nell’apposita sezione web, certificati dall’arbitro per le controversie finanziare di Consob. Al centro dei contenziosi l’inadempimento degli obblighi di informazione da parte dell’istituto pisano sulle caratteristiche degli strumenti finanziari, oggetto di una serie di acquisti, nonché per la mancata rilevazione della loro inadeguatezza e per la non corretta gestione dei successivi ordini di vendita. Questi, in sintesi, i fatti oggetto dei procedimenti.
Gli ultimi due ricorsi sono stati oggetto di sentenza che ha condannato la banca a risarcire i due clienti rispettivamente di 20mila e 10mila euro perché, scrive l’Acf di Consob in una delle due sentenze: “L’inadempimento dell’intermediario agli obblighi di informazione ha sicura rilevanza casuale, dovendo ritenersi, in ossequio al principio del “più probabile che non”, che in presenza di un’informazione dettagliata sulle caratteristiche degli strumenti finanziari, e in particolare sulla loro illiquidità, la ricorrente non avrebbe disposto l’investimento. Si deve procedere pertanto alla determinazione del risarcimento, non essendo fondata l’eccezione del resistente secondo cui nel caso di specie il pregiudizio non potrebbe essere considerato ancora attuale”.
Ma i casi sarebbero molti di più. Secondo l’avvocato Alberto Rizzo, infatti, che è tra i legali di un’azione collettiva contro la banca: “Da diversi anni infatti gli azionisti che vogliono vendere le azioni della banca sono prigionieri del loro investimento. Le azioni sono infatti scambiate su un sistema multilaterale di negoziazione (Hi-Mtf) dal quale risulta un prezzo di scambio che nel 2021 si è assestato a circa 21 euro, inferiore sia al corrispettivo medio di acquisto negli anni passati, sia al valore contabile delle azioni, entrambi intorno a circa 40 euro (il valore di bilancio delle azioni al 31 dicembre 2021 è indicato in euro 38,78). Il prezzo di scambio è tuttavia teorico in quanto quasi il 90% delle richieste di vendita rimane ineseguito per la poca liquidità dei titoli. Ben14 azionisti della Banca Popolare di Lajatico hanno già ottenuto altrettante decisioni favorevoli dall’arbitro per le controversie finanziarie della Consob (Acf) con ricorsi presentati per ottenere risarcimenti dei danni per comportamenti illegittimi posti in essere dalla Banca nella vendita delle proprie azioni”.
I provvedimenti a favore degli azionisti, rappresentati dagli avvocati Paolo Fiorio, Marco Gagliardi e Alberto Rizzo, riguardano investimenti nelle azioni emesse e consigliate dalla Banca, effettuati dopo il 2010, e hanno comportato la condanna dell’istituto di Lajatico a rimborsare agli azionisti oltre 90mila euro.

L’azione collettiva

“La banca – prosegue l’avvocato Rizzo – è stata infatti ritenuta responsabile nei confronti dei propri clienti per comportamenti illegittimi posti in essere nella vendita delle proprie azioni, in particolare in quanto non ha informato correttamente e diligentemente i soci, non assicurandosi che gli stessi al momento degli acquisti fossero “autenticamente consapevoli” dell’elevato rischio degli investimenti, in particolare in relazione alla natura “illiquida” delle azioni vendute che, non essendo quotate in borsa, erano e sono prive di mercato”.
La banca di Lajatico dunque non avrebbe adempiuto alle due decisioni relative alle ultime sentenze rifiutandosi di rimborsare due azionisti che hanno ottenuto dall’Acf di Conosb decisioni identiche a quelle degli altri azionisti rimborsati in passato.
“Si tratta di un comportamento discriminatorio. Per tale ragione – conclude l’avvocato Rizzo – la Banca di Lajatico figura tra gli intermediari inadempienti pubblicati sul sito di Consob. I risparmiatori della Popolare di Lajatico, vittime dei comportamenti illegittimi posti in essere dalla banca, hanno costituito un Comitato per la rappresentanza e la tutela dei piccoli azionisti. In occasione dell’Assemblea Ordinaria dei soci convocata per il 29/30 aprile i componenti del Comitato hanno chiesto chiarimenti sui comportamenti oggetto delle condanne dall’Arbitro di Consob, sulle motivazioni dell’illegittimo inadempimento alle decisioni nei confronti di due soci e verifiche sull’operato delle filiali nelle negoziazioni delle azioni nei confronti dei circa 7 mila soci attuali. Per portare avanti iniziative comuni il Comitato chiama a raccolta tutti i soci che hanno tentato senza esito di vendere le azioni della Banca e si mette a disposizione per verificare il comportamento della banca in occasione degli investimenti e, nel caso di comportamenti illegittimi analoghi a quelli riconosciuti dall’arbitro, a fare valere i diritti collettivi degli azionisti nelle competenti sedi giudiziarie”.
Per informazioni sulle iniziative del Comitato è possibile scrivere alla email azionisti.lajatico@gmail.com o aderire al gruppo Facebook Comitato azionisti della Banca Popolare di Lajatico.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Toscana in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.