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Detenuti positivi al Covid: le misure di prevenzione al carcere di Prato

Il 91% dei carcerati è vaccinato, tra prime, seconde e terze dosi

Carcere La Dogaia: le misure messe in atto per la prevenzione dell’ infezione da Sars-Cov2  e la gestione dei casi positivi

L’87% dei detenuti è stato vaccinato. 110 le terze dosi per il personale di polizia penitenziaria e 58 quelle del comparto sanitario 

 Sono contenute in un protocollo elaborato dai responsabili della Salute in carcere delle tre aziende sanitarie della Toscana e dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, le misure di sicurezza messe in atto per il contenimento e la gestione dell’emergenza Covid-19 negli istituti penitenziari della Regione. Il documento è aggiornato periodicamente sulla base dell’andamento delle condizioni epidemiologiche ed è stato declinato e condiviso con le direzioni delle carceri nei diversi istituti penitenziari.

In particolare per il carcere di Prato il protocollo prevede sia le misure per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2 all’interno dell’Istituto che quelle per il contenimento e  la gestione di un focolaio epidemico.

Nell’ex-Polo universitario è prevista  l’individuazione di un reparto Covid nel quale sono ospitati i soggetti positivi ed in caso di insufficienza dei locali viene organizzata la suddivisione in compartimenti delle sezioni,  in modo da permettere l’isolamento dei soggetti positivi e dei contatti stretti di questi dai soggetti negativi con la contestuale limitazione di alcune attività (passeggiate, docce, campo sportivo),  in modo da circoscrivere il focolaio epidemico.

Tutti gli interventi previsti dal Protocollo sono stati adottati tempestivamente dal comparto sanitario  in stretta sinergia con la Direzione dell’Istituto penitenziario.

I soggetti sintomatici sono stati sottoposti, in tempo reale, a test antigenico rapido per intercettare i soggetti positivi  e procedere all’isolamento.

Per valutare le dimensioni del focolaio sviluppato, sono stati effettuati tamponi rinofaringei molecolari o antigenici  alle persone detenute.

Il complesso intervento, articolato per sezione detentiva e concordato con la Direzione del Carcere si è esaurito nell’arco di una settimana dalle prime avvisaglie della comparsa dei primi casi. Una tempistica adeguata anche in considerazione della pressione sul Laboratorio di Prato a seguito dell’aumento consistente dei contagi a livello di tutta la provincia.

Sempre per contenere la diffusione dell’infezione è stato anche attivato un servizio quotidiano per effettuare i test antigenici rapidi per i detenuti che lavorano e per i dipendenti dell’amministrazione penitenziaria.

Contestualmente a queste attività è stato rafforzato il servizio di monitoraggio dei soggetti positivi per verificare in maniera continua la situazione clinica ed una eventuale valutazione medicaAd oggi sono 131 i casi positivi su 540 detenuti e attualmente non presentano condizioni di instabilità clinica.

Tutto il personale del comparto sanitario è tenuto ad applicare le disposizioni contenute nel documento di valutazione del rischio (Dvr) biologico per contaminazione da Sars-CoV-2 dell’azienda sanitaria e conseguentemente utilizzare i dispositivi di protezione individuale.

Il servizio di tamponi al personale dell’amministrazione penitenziaria  è assicurato, come previsto, dalla struttura tutela sanitaria negli Istituti penitenziari di detenzione Prato e Pistoia dell’Asl esclusivamente per fini istituzionali.

Dall’inizio della pandemia ad oggi sono stati praticati al personale dell’Istituto: 428 tamponi molecolari, 877 test antigenici rapidi e 929 test sierologici (una media di circa 9  esami per ogni dipendente del carcere di Prato).

Gli operatori del presidio sanitario del Carcere hanno confermato il loro impegno anche sul versante della campagna vaccinale.

I dati ad oggi:

Prime dosi: 641; Seconde dosi:590; terze dosi: 287.

La percentuale di detenuti vaccinati (con 2 e con 3 dosi) è pari all’87% (469 vaccinati su 537 detenuti), se si considerano anche le prime dosi la percentuale sale al 91 % .

La campagna vaccinale è stata estesa anche al personale della Polizia penitenziaria e del comparto:

110 sono le terze dosi somministrate al personale di Polizia, 58 quelle al personale del comparto.

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