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Il caro bollette colpisce anche le carceri toscane

Il ministero della giustizia sarà costretto a pagare oltre 4 milioni di euro

Il caro bollette colpisce, duramente, anche le carceri regionali. Anche per i 14 istituti di pena della Toscana, il ministero della giustizia sarà costretto a pagare oltre 4 milioni di euro alla società che fino al 2015 ha fornito energia, gas e luce, dopo aver vinto una regolare gara d’appalto del Dap. Un bando da oltre 15 milioni di euro, originariamente, indetto nel 2005, aggiudicato nel 2006 e portato a contratto addirittura nel 2009.

Nessun transazione è stata possibile nonostante le richieste della società in tal senso che ora ha vinto la causa civile davanti ai giudici del tribunale di Firenze.

La sentenza a firma dei giudici Calvani, Maione e Grasselli, pubblicata con le relative motivazioni il 20 gennaio scorso si riferiva al lotto della Toscana di un bando che riguardava anche il Piemonte e l’Emilia Romagna.

Per la regione Toscana la fornitura energetica riguardava quindi il complesso penitenziario Sollicciano di Firenze, la casa circondariale “Mario Gozzini” sempre di Firenze, la casa Circondariale di Grosseto, la casa di reclusione di Volterra, la casa circondariale “Don Bosco” di Pisa, la casa circondariale “Le Sughere” di Livorno, la  casa di reclusione di Porto Azzurro sempre di Livorno, la casa circondariale di Massa Marittima, la Casa di reclusione di San Gimignano, la casa circondariale di Prato, la casa circondariale di Lucca, l’istituto penale minorile di Pontremoli, la casa circondariale di Pistoia e la casa circondariale di Siena. Sotto accusa il capitolato speciale dell’appalto e le linee guida.

Un processo molto tecnico, dunque, che ha visto la condanna del ministero sui costi aggiuntivi derivanti dall’aumento delle materie prime nel tempo e dai ritardi sulla firma del contratto rispetto all’aggiudicazione.

Si legge, infatti, in sentenza: “Ritiene il Collegio che la quantificazione dei costi addizionali spettanti a parte attrice possa essere operata senza necessità di esperire approfondimenti istruttori e di disporre ctu. In forza dei principi enunciati nella sentenza n. 545/2019 del tribunale di Torino, non appellata e  divenuta definitiva, non più discutibili dalle parti, le variazioni dei prezzi – sulle quali non vi sono contestazioni – da considerare “costi aggiuntivi” da riconoscere all’appaltatore sono quelle registrate a partire dal quarto trimestre 2007. Il Tribunale di Firenze, sezione imprese, così provvede in via definitiva: condanna il ministero della Giustizia-Dap, a pagare a Berica Impianti Spa la somma di euro 4.021.929,19, oltre interessi decorrenti dalla domanda; condanna altresì il convenuto a rifondere alla attrice le spese di lite, liquidate in euro 44.277,10, oltre rimborso spese generali e accessori di legge; visto l’art. 96-3 cpc, (responsabilità aggravata) condanna il ministero della Giustizia a pagare a Berica Impianti Spa la somma ulteriore di euro 10.000”.

Il caso è chiuso ma le domande invece sono ancora tante, specialmente riferite alla mancata transazione che pareva la soluzione più logica per evitare una condanna così alta di denaro pubblico.

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