Fallimento Papergroup, distratti fondi per 6,5 milioni di euro: sequestrati beni a due ex manager

Scattano le denuncie anche per quattro componenti del consiglio di amministrazione per bancarotta fraudolenta e per due anche per autoriciclaggio

I militari del comando provinciale di Lucca, su disposizione del Gip del tribunale di Pistoia, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare reale con il sequestro preventivo, ex articolo 321 codice di procedura penale, di beni per oltre 1 milione di euro nei confronti di due ex manager di una spa, dichiarata fallita nel 2018.

L’attività scaturisce dalle investigazioni condotte dagli specialisti del nucleo di polizia economico-finanziaria di Lucca che, nel gennaio 2020, hanno concluso complessi e articolati accertamenti nell’ambito della già nota vicenda giudiziaria relativa al fallimento di una cartiera lucchese, riscontrando distrazioni finanziarie per un ammontare complessivo di oltre 6,5 milioni di euro e denunciando, a vario titolo, alla locale autorità giudiziaria di Lucca quattro componenti del consiglio di amministrazione per bancarotta fraudolenta e due di essi anche per autoriciclaggio.

In particolare, nel corso delle indagini erano stati eseguiti approfonditi accertamenti bancari, ispezioni contabili presso l’impresa fallita e due rogatorie internazionali in Svizzera e in Liechtenstein ove, rispettivamente, erano ubicati conti correnti e due società che detenevano giuridicamente diversi beni immobili insistenti sul territorio nazionale risultati nella disponibilità degli indagati. Le investigazioni, quindi, hanno permesso di appurare che i predetti immobili erano stati solo strumentalmente intestati alle due società straniere al fine di mascherarne la loro effettiva titolarità.

Successivamente, le risultanze di polizia giudiziaria sono state valorizzate con l’esecuzione di mirate attività ispettive nei confronti della Spa e dei suoi amministratori, allo scopo di sottoporre a tassazione i proventi illeciti derivanti dalle significative distrazioni accertate.

Al termine delle verifiche fiscali, tenuto conto delle elevate contestazioni amministrative complessivamente mosse, sono scattate le denunce per gli ex manager della società presso la procura della Repubblica di Pistoia (provincia di residenza degli stessi) per il reato di dichiarazione infedele, rimettendo, altresì, alla valutazione dell’autorità giudiziaria la possibilità di procedere al sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato, pari all’imposta evasa.

Il Gip del tribunale di Pistoia, accogliendo la richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica titolare delle indagini, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito in questi giorni dalle fiamme gialle, con il sequestro di tre ville di cui due ubicate nel Comune di Pescia e una nel Comune di Pietrasanta, pari al valore da sequestrare (1.005.492,00 euro).

L’operazione sviluppata dalla Guardia di finanza testimonia l’impegno del corpo nell’azione di contrasto ai fenomeni illeciti economico – finanziari più gravi e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economico-finanziaria con quelle di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti che si sono indebitamente arricchiti, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o provento delle condotte illecite.

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