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Luana D’Orazio, per la morte della giovane operaia la procura di Prato chiede il rinvio a giudizio

I reati ipotizzati per i due titolari dell'azienda e il tecnico esterno sono omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti infortunistiche

Per la morte di Luana D’Orazio, la giovane operaia 22enne deceduta lo scorso 3 maggio nell’orditoio a Montemurlo, mentre era al lavoro, la procura di Prato ha chiesto, ieri (7 dicembre), il rinvio a giudizio per i tre indagati, marito e moglie titolari della ditta, Daniele Faggi e Luana Coppini, e il tecnico esterno Mario Cusimano

Per tutti i reati contestati sono omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti infortunistiche.

Il pm Vincenzo Nitti ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per i tre indagati, difesi dagli avvocati Alberto Rocca, Barbara Mercuri e Melissa Stefanacci che dovranno decidere se optare per un rito alternativo, patteggiamento o rito abbreviato, oppure il dibattimento, passando dall’udienza preliminare davanti al gup.

Luana D’Orazio fu trascinata nell’orditoio e risucchiata: una morte sul lavoro di una giovane mamma per cui si mobilitarono in tanti.

 

 

 

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