Uccise a fucilate due vicini di casa: confermato l’ergastolo per il killer di Sesto Fiorentino

Arriva la sentenza della Cassazione

Confermato l’ergastolo per il pluriomicida Fabrizio Barna, l’uomo che nel 2018 a ucciso a colpi di pistola due vicini di casa a Sesto Fiorentino. Il 57enne era stato già condannato alla massima pena prevista dall’ordinamento lo scorso anno nel processo di secondo grado.

Ora la conferma definitiva da parte della suprema corte di Cassazione. Il 21 ottobre 2018, a Sesto Fiorentino, Fabrizio Barna, secondo l’accusa, aveva ucciso, con la pistola Beretta da lui legalmente detenuta, gli ingegneri Lorenzo e Simone Andronico, padre e figlio, i quali, avendo acquistato un immobile contiguo a quello di sua proprietà, avevano commissionato alcuni lavori di ristrutturazione, la cui esecuzione aveva suscitato il suo, crescente, rincrescimento e risentimento per via dei rumori.

Si legge in sentenza: “La riprovazione di Barna — in un primo momento circoscritta, per quanto emerso dall’indagine, alla mera insofferenza verbale — è successivamente trasmodata nell’aggressione letale, posta in essere attingendo la più anziana delle vittime con un unico colpo alla testa ed indirizzando all’altra, subito dopo, sette colpi, diretti verso zone vitali e tali da provocare l’immediato decesso. Davanti agli ermellini i legali dell’uomo hanno provato a “far passare” in giudizio l’incapacità di intendere e di volere del loro assistito. Ma la corte di Cassazione non ha accolto tali istanze. “In ordine al primo aspetto, la Corte di assise di appello ha ritenuto, in accordo con quanto già statuito dal primo giudice e con il perito, dott. Rolando Paterniti, che il disturbo di personalità che affligge l’odierno ricorrente non ha influito in modo significativo sulla sua imputabilità, secondo quanto confermato, tra l’altro, dall’assenza di pregresse manifestazioni psicopatologiche, tali da richiedere interventi sanitari mai praticati, nonché dalle modalità del fatto, che ha visto Barna, con atteggiamento di assoluta lucidità ed in immediata consecuzione: discutere con i vicini della regolarità amministrativa dei lavori in itinere; rientrare nella propria abitazione per prendere l’arma e caricarla; uscire nuovamente e commettere i delitti; tornare, ancora in casa, per nascondere la pistola, i caricatori ed i proiettili; uscire, vagare brevemente e consegnarsi, infine, alle forze dell’ordine. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali”. L’uomo è stato condannato anche a 4mila euro di spese legali.

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