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Confcommercio: “Discoteche aperte al 35%? Misura del tutto insufficiente”

Il presidente Cerri: "Le nostre attività, che in Versilia sono già di dimensioni medio-piccole, non riusciranno assolutamente a sopravvivere"

L’ultima proposta del cts è quella di consentire la riapertura delle discoteche ma solo fino al limite del 35% della capienza.

Discoteche in zona bianca, ok alla riapertura dal cts

Una soluzione che non trova il favore di Silb Confcommercio, il sindacato dei locali da ballo.

“Più che una proposta mi sembra una provocazione- il commento del presidente Emiliano Cerri– perché con il 35% non si riesce a fare assolutamente nulla. Come al solito dai tecnici arrivano proposte che nella realtà si rivelano irrealizzabili: avremmo già l’obbligo di Green pass per entrare, l’ultilizzo della mascherina, il rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, perché limitare in maniera così pesante l’ingresso?”

“Con queste cifre – aggiunge –  le nostre attività, che in Versilia sono già di dimensioni medio-piccole, non riusciranno assolutamente a sopravvivere: per poter riaprire avremo delle spese ingenti non eliminabili, tra la risitemazione dei locali, gli allestimenti dei vari impianti audio-video e luci, la ricerca e la retribuzione del personale, l’affitto, la promozione. C’è da considerare che siamo stati chiusi ininterrottamente 19 mesi quindi sono tutti costi che si prospettano molto importanti per attività che non incassano da quasi 2 anni : per quello dico che i tecnici non si rendono realmente conto, queste indicazioni sono la condanna per tantissime discoteche che a queste condizioni non riusciranno a ripartire, stante una situazione di enorme difficoltà”.

“Invece di pensare a proposte che possano agevolare la ripresa del nostro settore  – conclude – sembra che invece ci si voglia accanire contro il mondo dei locali, che- è bene ricordarlo- dà lavoro a migliaia di persone, consentendo aggregazione in ambienti sicuri e super controllati.Aspettiamo di vedere le norma definitiva ma ormai ho perso fiducia e non mi aspetto granché: purtroppo il nostro mondo è destinato a soffrire ancora”

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