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Sanità, la Regione apre al dialogo con i sindacati

Bezzini: "Le assunzioni? Massimo impegno durante l'emergenza covid"

Un’apertura al dialogo che dovrà passare dalla ricerca di un accordo – o, più probabilmente, di un compromesso – con lavoratori e sindacati della sanità. La Regione Toscana è pronta a mettersi al tavolo delle trattative dopo che oggi pomeriggio (20 settembre) i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione del settore, chiedendo di procedere con nuove assunzioni.

“L’obiettivo – spiega l’assessore al diritto alla salute e sanità Simone Bezzini in merito alle politiche regionali di assunzione in ambito sanitario – è tutelare e rafforzare la sanità pubblica della nostra Regione per proiettarla nel futuro, e questo si ottiene garantendone anche la sostenibilità finanziaria. A tal fine stiamo portando avanti un lavoro che punta a trovare una sintesi tra la convergenza verso l’equilibrio di bilancio e la garanzia della continuità dei servizi e della qualità delle prestazioni erogate. Ciò è decisivo anche per cogliere le opportunità che il Pnrr ci pone di fronte. È in questa direzione che si colloca la scelta assunta nei primi giorni di agosto di introdurre un meccanismo attraverso il quale il dipartimento regionale autorizza le assunzioni richieste dalle aziende, sulla base di comprovate necessità e gerarchie di priorità. Nell’ultimo mese e mezzo sono state autorizzate oltre 600 tra assunzioni e proroghe. Quindi non siamo di fronte ad un blocco, ma ad un metodo che si basa sul tenere insieme le esigenze operative delle aziende con una gestione oculata e attenta degli aspetti finanziari”.

“Comprendiamo bene le difficoltà evidenziate dai professionisti e le preoccupazioni dei sindacati – sottolinea Bezzini – con i quali nelle prossime settimane proseguirà il confronto, a partire dai temi posti alla base della proclamazione dello stato di agitazione. Siamo al lavoro per dare risposte e alcune istanze verranno raccolte già nella prossima riunione di Giunta. Se lo Stato rimborserà alle Regioni le maggiori spese sostenute per l’emergenza Covid le maglie di regolazione della spesa potranno gradualmente allentarsi, su questo abbiamo assunto un’iniziativa forte in Conferenza delle Regioni. A volte è necessario fare il tagliando e regolare i motori per ripartire con ancora più slancio, attrezzati al meglio per affrontare le sfide di fronte a noi”.

Le assunzioni o proroghe autorizzate dal 5 agosto 2021 in poi (259 medici, 185 amministrativi, prevalentemente per i Cup, 107 infermieri, 52 tecnici, 2 ingegneri, 1 fisioterapista) si aggiungono a quelle già effettuate nel 2020 e nella prima metà del 2021, in particolare di infermieri e operatori socio-sanitari.

“La Toscana – prosegue l’assessore – a fronte dell’emergenza sanitaria, tra il 2020 e gli inizi del 2021, ha fatto un’ingente quantità di assunzioni a tempo indeterminato in sanità e questo ha prodotto un impatto finanziario, che va gestito con attenzione, che si aggiunge alle spese Covid che stiamo sostenendo quest’anno, alla necessità di tenere alti i volumi delle attività no-Covid, anche al fine di recuperare sul fronte delle liste d’attesa, e ad altre ragioni pregresse o di ordine strutturale”.

“Condividiamo totalmente le preoccupazioni espresse da Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl sulla necessità di incrementare la dotazione complessiva del fondo sanitario nazionale – spiega l’assessore -, non solo per quanto riguarda la necessità di superare le difficoltà di questo momento, ma anche per accompagnare il fabbisogno di personale adeguato per dare funzionalità agli investimenti che verranno realizzati con il Pnrr. Ciò anche al fine di costruire un nuovo equilibrio tra percorsi formativi, fabbisogni e assunzioni, potenziare tutta la sanità territoriale e rafforzare il carattere pubblico e universalistico del nostro sistema sanitario”.

La direzione sanità ha inoltre dato indicazione che il personale sospeso dal servizio per inadempimento dell’obbligo vaccinale, cui non è corrisposto alcun compenso, venga sostituito tempestivamente con forme contrattuali flessibili a breve termine, tendenzialmente tempo determinato o lavoro in somministrazione per il comparto, contratti libero-professionali per i medici. I contratti ‘per sostituzione’ dovranno essere a brevissimo termine, nell’ordine di un mese circa, con esplicita previsione di rinnovo, in modo da permettere il rientro degli operatori sospesi che decidano successivamente di ottemperare all’obbligo vaccinale senza significative sovrapposizioni con i sostituti e quindi senza aggravio di spesa per il sistema.

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