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Vertenza Gkn, i sindaci scrivono al premier Draghi

Le amministrazioni locali chiedono provvedimenti severi contro le delocalizzazioni delle aziende

Gkn, i sindaci scrivono al premier Draghi: “No a un profitto senza scrupoli”.

“Le persone e i territori non possono essere trattati così: approvare rapidamente una norma efficace e severa contro le delocalizzazioni”. Scrivono così i sindaci nella missiva di cui i primi firmatari sono Nardella e Fossi

“Quello che è successo alla Gkn riguarda tutti noi – si legge -. E’ già accaduto e accadrà ancora se non cambieranno le regole. Le persone e i territori non possono essere trattati così, come se fossero strumenti di un profitto senza scrupoli. Lavoriamo ogni giorno con migliaia di imprese, cerchiamo insieme di offrire benessere e lavoro e sappiamo quanto il loro modo di agire sia diverso rispetto a quanto visto a Campi Bisenzio. Ma quello che è successo poteva succedere. Può succedere che la finanza pieghi le scelte verso la speculazione invece che verso la produzione. Che le chiusure giungano improvvise e inaspettate. Che si blocchi una fabbrica che rende e lavora. Che si rifiuti il confronto con le istituzioni per salvare lo stabilimento e chi ci lavora. Può succedere, insomma, che ci sia chi fa finta che l’articolo 41 della nostra Costituzione non esista. Dobbiamo impegnarci a rimettere le persone e i territori al centro dello sviluppo. E dobbiamo lavorare perché la transizione ecologica non diventi una scusa ma sia l’occasione per difendere insieme l’ambiente e il lavoro, sostenendo le imprese che si impegnano a farlo”.

“Per questo – si legge nella nottera -, da sindaci abituati ogni giorno a guardare le persone negli occhi, chiediamo al Presidente del Consiglio Mario Draghi di approvare rapidamente una norma efficace e severa contro le delocalizzazioni, in una strategia di sviluppo del Paese che premi e valorizzi le imprese che invece investono correttamente in Italia privilegiando l’occupazione e la produzione. Chiediamo altresì al Presidente Draghi di mettere in campo tutte le iniziative – a livello nazionale e europeo – perché quello che abbiamo visto non possa più ripetersi. Le istituzioni si schierino, tutte insime, dalla parte delle persone”.

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