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Marittimo muore nel porto di Livorno colpito da un cavo

I sanitari hanno tentato di rianimarlo per oltre mezz'ora prima di dichiarare il decesso

Ennesimo incidente sul lavoro: la tragedia oggi (7 settembre) alle 12 al porto di Livorno, alla darsena Petroli. A perdere la vita è stato un marittimo filippino di 54 anni.

L’uomo, come spiegato dalla capitaneria di porto intervenuta sul posto con il 118, è stato colpito da un cavo di acciaio della nave, che si è staccato colpendolo.

I sanitari hanno tentato di rianimarlo per oltre mezz’ora prima di dichiarare il decesso.

Indagini in corso per ricostruire con esattezza quanto accaduto.

I commenti politici

“Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alla famiglia, e nello stesso tempo il dolore per questo ennesimo incidente mortale sul lavoro, avvenuto oggi a Livorno. Per la Regione Toscana, che da anni mette in atto tutte le azioni possibili per fare lavorare in sicurezza i lavoratori e proteggerli dagli infortuni, eventi come quello di oggi sono un duro colpo, che ci impone di fare ancora di più e di continuare a diffondere la cultura della sicurezza, perché diventi patrimonio comune di tutti”. A dirlo il presidente della Regione, Eugenio Giani, nell’apprendere la notizia della morte del marittimo di 54 anni, avvenuta oggi alla Darsena Petroli di Livorno.

“Da anni lavoriamo, insieme alla Asl e all’Autorità portuale, in questa direzione – commenta l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini, colpito dalla tragica notizia – coinvolgendo i datori di lavoro, i lavoratori, gli stessi responsabili per la sicurezza, definendo procedure di lavoro condivise in grado di garantire una maggiore sicurezza, intensificando i controlli e facendo formazione. Evidentemente questo non basta. È indubbio che dovremo rafforzare le misure di prevenzione, perché non si può tollerare che si muoia sui luoghi di lavoro. I primi di ottobre – conclude – firmeremo il protocollo, già deliberato in agosto, per la sicurezza del lavoro nel porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale e rafforzeremo ancora di più la collaborazione tra le parti. La qualità della salute dei lavoratori e della loro sicurezza rimane la nostra priorità”.

Il sindaco Luca Salvetti e l’assessora al porto Barbara Bonciani esprimono il loro cordoglio per la morte del marittimo deceduto questa mattina attorno alle 12 nel porto di Livorno durante le operazioni di partenza della nave su cui lavorava.

La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere un obiettivo primario delle amministrazioni, della politica e dei datori di lavoro – dichiarano sindaco e assessora – È necessario destinare risorse e tempo ai temi della sicurezza affinchè episodi così tragici cessino definitivamente. Ancora più importante è non abbassare la guardia per non compiere errori che possano risultare fatali”.

“Oggi a Livorno un operaio è morto colpito da un cavo d’acciaio che s’è spezzato colpendolo violentemente. Voglio esprimere ai compagni di lavoro del marittimo deceduto, ai suoi familiari e ai suoi amici tutto il cordoglio mio personale e di tutto il consiglio regionale. Ma le parole di cordoglio e vicinanza, pur necessarie in questi momenti, non bastano più. Affinché non suonino più retoriche serve che la politica metta al primo posto della propria azione la sicurezza sul lavoro. Perché si tratta di una vera emergenza che uccide quotidianamente donne e uomini non per il fato, ma perché il più delle volte vengono disattese le norme a salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di una battaglia che tutti dobbiamo combattere insieme al di là delle rispettive appartenenze partitiche perché questa infinita strage sia fermata. Il lavoro è un diritto, così come è un diritto la qualità del lavoro, e la sicurezza ne è parte integrante. E come tale va garantita sempre, ovunque e per qualsiasi lavoratore”. Così il presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo appresa la notizia dell’ennesima morte bianca.

“Registriamo un altro morto sul lavoro al porto di Livorno. È un’escalation indegna per un paese civile”. Queste le parole del segretario generale Uil Toscana Annalisa Nocentini. “Servono controlli serrati e un numero adeguato di controllori – aggiunge Nocentini – Non possiamo condurre questa battaglia senza avere strumenti idonei ed efficaci. È per questo che la UIL ha lanciato da tempo in tutto il territorio nazionale una grande campagna – Zero morti sul lavoro -, con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica un tema cruciale”.

 

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