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“Nessuno osi toccare la mia divisa”: archiviato l’ennesimo provvedimento disciplinare contro Gianluca Pantaleoni

Franco Gabrielli, oggi sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri ha decretato la permanenza dell'ispettore Pantaleoni nel suo ruolo all'interno della polizia e fino a sentenza definitiva

“Nessuno osi toccare la mia divisa”.

Lo afferma Gianluca Pantaleoni, ispettore della Polstrada di Lucca, arrestato nel dicembre di due anni fa dalla squadra mobile di Pistoia, prima in carcere, poi ai domiciliari, ora con l’obbligo di dimora, sotto processo con accuse che vanno dalla truffa alla circonvezione di incapace, dal riciclagggio all’autoriciclagggio.

E’ stata archiviata, in questi giorni,  la disciplinare nei suoi confronti.

Ennesima azione disciplinare decaduta contro Pantaleoni balzato alle cronache nazionali dopo essere stato arrestato nel dicembre del 2019 su ordinanza cautelare emessa della procura della Repubblica di Pistoia. Accuse gravi e tutte respinte dal Pantaleoni che ha rinunciato a tutti i riti alternativi per dimostrare in dibattimento la propria innocenza.

Noto per le sue azioni sindacali come leader nazionale dei sindacati più rappresentativi ed a fronte di un curriculum colmo di riconoscimenti di stima e di lodi per la sua attività di servizio,  ha dovuto fronteggiare tantissime azioni disciplinari (tutte decadute) ed un tentativo di trasferimento per incompatibilità ambientale (archiviato).

A seguito dell’arresto Pantaleoni, ope legis, venne sospeso dal servizio, con lo stipendio ridotto della metà.

L’Amministrazione della polizia sospende i pagamenti mensili in favore di banche creditrici per finanziamenti concessi a Pantaleoni. Poi a seguito delle rivalse avanzate dai creditori procede disciplinarmente nei confronti dello stesso dipendente accusandolo di aver contratto debiti senza onorarli. Pantaleoni si difende a più riprese contro le accuse dei vertici della polizia stessa lamentando che “l’esposizione debitoria non solo non è da ricondursi ad una situazione nè prevedibile nè programmabile”

“La dirigente del compartimento polizia stradale toscana dottoressa Cinzia Ricciardi – spiega alla redazione Pantaleoni – preso atto delle giustificazioni prodotte dall’inquisito, finalmente dopo mesi di impasse, decreta l’archiviazione del procedimento disciplinare motivando che la documentazione di Banca Italia presentata dallo stesso Pantaleoni attesta a tutti gli effetti la mancanza di posizioni debitorie fino alla sospensione dal servizio”.

L’ennesima azione disciplinare subita e decaduta che lascia l’amaro in bocca all’ex comandante della Polstrada di Viareggio.

Pantaleoni ha rischiato di perdere la divisa ancor prima di affrontare il processo, contro di lui si era aperta già la commissione disciplinare per destituirlo definitivamente dalla polizia di stato e dopo 32 anni di onorato servizio. Difeso e sostenuto dall’avvocato Giovanni Cantelli del foro di Napoli Nord sotto ogni profilo, sia penale che disciplinare, Pantaleoni ha vinto la sua più importante battaglia, ha impedito che gli “strappassero la divisa di dosso” ed è rimasto in Polizia.

L’ex capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli, oggi sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri ha decretato la permanenza dell’ispettore Pantaleoni nel suo ruolo all’interno della polizia e fino a sentenza definitiva.

 

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