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Gkn, in tanti in piazza Santa Croce a Firenze per difendere i lavoratori licenziati foto

In difesa del lavoro e accanto agli operai sindaci, sindacati e la Regione Toscana

In tanti in piazza Santa Croce a Firenze per lo sciopero, organizzato dai sindacati, per i lavoratori licenziati dalla Gkn di Campi Bisenzio, che proseguono la loro assemblea permanente in azienda.

Sotto lo slogan Firenze difende il lavoro gonfaloni di Comuni e istituzioni, lavoratori e lavoratrici da tutta la Toscana e anche da altre regioni, cittadini e cittadine, associazioni, organizzazioni, partiti.

L’ingresso dei lavoratori in piazza è stato accolto con un lungo applauso. Presenti i gonfaloni dei 41 comuni della provincia di Firenze accompagnati dai sindaci guidati da Dario Nardella, sindaco della Città metropolitana di Firenze e da Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana. In piazza Santa Croce anche Giancarlo Antognoni, per portare la sua solidarietà ai lavoratori licenziati.

La scorsa settimana, in prefettura a Firenze con il ministero dello sviluppo economico, la trattativa tra azienda e sindacati si è interrotta con un nulla di fatto. La Gkn ha infatti confermato i licenziamenti mentre i sindacati ne hanno chiesto il ritiro.

 “E’ stato perpetrato un atto di violenza inaudita – afferma Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze) – non solo verso i lavoratori e le lavoratrici della Gkn, ma anche verso un’intera comunità e verso le istituzioni che la rappresentano. E oggi la piazza di Firenze ha dato una risposta importante fatta di lotta, mobilitazione e solidarietà, per questa e per tutte le altre tante vertenze, e così si andrà avanti. Abbiamo bisogno che la politica si riappropri del proprio ruolo, non è possibile che un qualsiasi amministratore delegato conti più dell’interesse generale. Si può fare: lo ha dimostrato il sindaco di Campi Bisenzio firmando un’ordinanza che prima ancora che un atto amministrativo è un atto politico, di chi sceglie da che parte stare”.

Se un’azienda può, senza violare le leggi, umiliare e mortificare il lavoro e i lavoratori, come sta facendo Gkn, allora le leggi che abbiamo non vanno bene – aggiunge Fabio Franchi (segretario generale Cisl Firenze-Prato) – Se crediamo ancora nella Costituzione e nel suo articolo 1, dobbiamo darci delle leggi che difendano il lavoro e la sua dignità dall’economia di rapina condizionata dalla finanza. E questo compito spetta la Parlamento. Contemporaneamente chiediamo al presidente Draghi e al ministro Giorgetti di attivare immediatamente tutte le azioni necessarie per il ritiro dei licenziamenti e per riattivare la produzione in Gkn. Gkn è solo l’ultima di una lista di grandi aziende che abbandonano il territorio fiorentino: non c’è più tempo da perdere, dobbiamo invertire questa tendenza che porta alla povertà”.

 “Siamo scesi in piazza per difendere la dignità del lavoro, – aggiunge Leonardo Mugnaini (coordinatore Uil Firenze) – perché quanto accaduto a Gkn può accadere oggi stesso in qualsiasi parte d’Italia. Per questo dobbiamo pretendere da governo e istituzioni che siano inseriti paletti ben precisi affinché queste delocalizzazioni che svuotano il territorio di risorse e lavoro siano fermate. Sono inaccettabili logiche predatorie da parte di chi non ha alcuna intenzione di investire ma soltanto di trarre il massimo profitto senza alcun rischio industriale”.

“La Toscana difende il lavoro e i lavoratori – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani -. I comportamenti della Gkn sono inaccettabili e ci trovano uniti per contrastarli. Questa piazza dice chiaramente che Firenze e la Toscana non accettano il comportamento oggettivamente vergognoso di chi si è rapportato a 422 lavoratori e alle loro famiglie nel modo più arrogante, senza nemmeno un tavolo di discussione ma con una mail che sostanzialmente li metteva a casa, saltando ogni procedura negoziale e garanzia della dignità dei lavoratori. Noi come regione siamo dalla parte lavoratori e determinati a far si che in Toscana non possano avvenire fatti di questo genere; quanto accade a Gkn non è solo una questione dei lavoratori ma è invece la questione del popolo toscano che si ribella al fatto che per motivi finanziari e non certo industriali, perché l’azienda produceva e produceva bene, si possa dall’oggi al domani arrivare a una chiusura assolutamente inaccettabile”. Secondo il presidente il comportamento dell’azienda è stato “molto grave anche nel rapporto con il governo: hanno partecipato alla riunione convocata al palazzo della prefettura con un avvocato consulente senza dire assolutamente niente e anzi per ribadire, con tono distaccato, che non vi sono spiragli. Ma ognuno si assumerà la sua responsabilità“.In piazza con Giani il consigliere per il lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani, che per mesi ha cercato di aprire un confronto utile con l’azienda. “Quando li abbiamo cercati non si facevano trovare; poi si sono detti stupiti di essere stati convocati dal sottoscritto, e quindi dall’Unità di crisi della Regione Toscana, perché loro, così hanno detto, non si consideravano un’azienda in crisi. Tre mesi dopo Gkn ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Campi e il licenziamento di tutti i dipendenti. Non ci si può prendere gioco delle istituzioni, dei lavoratori e di un intero territorio. Per questo siamo tutti in piazza, istituzioni, sindacati, associazioni e cittadini uniti per il lavoro e contro iniziative di puro sciacallaggio”.

“Oggi dalla piazza è arrivato un messaggio forte che grida indignazione per il comportamento senza scrupoli di un fondo finanziario, chiede giustizia e rispetto per il lavoro, richiama alle proprie responsabilità politica e istituzioni”. Con queste parole l’assessora al lavoro della Regione Toscana Alessandra Nardini commenta la giornata di mobilitazione. “Quanto sta accadendo a Campi Bisenzio – prosegue l’assessora – desta grande preoccupazione. La Toscana, come tutto il resto del paese, non può permettersi ondate di licenziamenti collettivi e non deve restare vittima della crudele logica del profitto. Continueremo a chiedere all’azienda il ritiro dei licenziamenti e al governo nazionale l’impegno a seguire la vertenza. Ora serve più che mai l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, della cittadinanza tutta. Al fianco delle istituzioni occorre battersi per difendere il lavoro e la sua dignità, e per sottrarre il nostro territorio alle dinamiche predatorie di fondi e multinazionali, impedendo delocalizzazioni e speculazioni finanziarie sui siti produttivi”.

“Dalla parte degli operai – spiega il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo – e in difesa del lavoro.  Sarete la nostra ossessione perché sul diritto e la dignità del lavoro non si possono e non si devono fare sconti”. Un messaggio forte quello che lancia il presidente del consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, in piazza al fianco dei 422 lavoratori della GKN licenziati con una mail che oggi, lunedì 19 luglio, manifestano con uno sciopero generale indetto dai sindacati. “La mobilitazione – prosegue – bellissima, segno profondo di una Toscana mai disattenta ai valori fondanti di ogni società che voglia definirsi civile, sta riscuotendo un’altissima adesione: in migliaia in piazza Santa Croce sfilano al grido ‘Siamo tutti Gkn.” Questa è una vicenda vergognosa. La proprietà ha deciso di chiudere uno stabilimento che produceva utili importanti per il nostro territorio calpestando la dignità umana e del lavoro continua il presidente.La presenza delle oistituzioni non è solo formale. Vogliamo dire alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio che questa è anche la nostra battaglia. Non siete soli e faremo tutto quanto possibile per evitare la chiusura e restituirvi la dignità che meritate”

Anche la direzione dell’azienda ospedaliero – universitaria Careggi si unisce al personale della sanità fiorentina nell’esprimere solidarietà ai lavoratori impegnati nella manifestazione contro i licenziamenti. “È importante – commenta Rocco Damone direttore generale Aouc – porre la necessaria attenzione alle conseguenze della perdita del lavoro in un periodo di pandemia, non solo e principalmente per i singoli lavoratori direttamente interessati, ma anche rispetto alla salute pubblica di una comunità di cittadini la cui tutela dipende, in gran parte, da una corretta gestione sanitaria nei luoghi di lavoro in termini di prevenzione, vaccinazioni e controlli efficaci contro la diffusione del Covid”.

“È troppo facile essere solidali e fare le staffette quando tutto oramai è compromesso – le parole  di Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia-  Quando la nostra Regione doveva concretizzare le grandi scelte strategiche o pianificare uno sviluppo industriale coerente dov’erano i politici che si sono assiepati alla GKN? La risposta è semplice: non c’erano, i risultati sono questi e, mi duole dirlo, se ci saranno cambiamenti, sarà solo l’inizio. La Toscana è tagliata fuori dal resto d’Italia e, di conseguenza, dal mondo. Le aziende che vengono a investire o i nostri distretti di eccellenza (ho visitato di recente Arezzo rilevando anche questa problematica) perdono competitività in un mondo che non è più quello di anni fa dove potevamo vivacchiare. Gkn, che sì ha licenziato in un modo brutale, negli anni ha deciso di investire a Brunico, dove ha trovato condizioni più favorevoli, dove la politica è più concreta e meno ideologica, dove il sindacato è un equilibratore tra i bisogni delle parti, che non devono confliggere, e dove continua ad assumere. Il clima che si è creato, purtroppo anche per colpa della politica, ci riporta indietro di decenni e non fa altro che disincentivare altre aziende dall’investire nel nostro territorio. Dobbiamo sbloccare le infrastrutture altrimenti la Gkn sarà solo la prima di una lunga serie“.

“Mettersi in ascolto per capire, oltre al recupero del posto di lavoro, quali sono le reali esigenze e come è possibile aiutare le lavoratrici e i lavoratori in questo momento di grande sbandamento, in un prossimo futuro e quali percorsi poter sollecitare presso enti e istituzioni per sostenere i loro bisogni e le loro necessità se questa tragica situazione non dovesse avere sbocchi positive”. La commissione regionale per le pari opportunità il 22 luglio sarà a Campi per incontrare il coordinamento donne Gkn appena costituito. La decisione di raggiungere sul posto le lavoratrici in assemblea permanente è stata presa il 14 luglio scorso nel corso di una seduta in cui si è molto discusso della“drammatica situazione della Gkn e dell’indotto: oltre al personale di Campi si trovano nella stessa drammatica condizione i dipendenti delle aziende strettamente collegate alla Gkn, bambini, i congiunti che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza nessuna certezza per il loro futuro, senza nessuna base per i loro progetti di vita”. La commissione si è interrogata su “come poter intervenire a loro sostegno consapevoli che molte sono, purtroppo, le aziende in crisi nel nostro paese e anche in Toscana ma che questa vicenda, per i modi in cui si è sviluppata, è emblematica di un sistema economico distorto dove dalla sera alla mattina si può decidere della vita di centinaia di persone senza nessuna conseguenza: “Se questo sistema di fare impresa venisse accettato anche nel nostro paese le ricadute economiche ma soprattutto sociali sarebbero disastrose”.

Anche il comune di Empoli ha aderito e partecipato nella persona del primo cittadino, Brenda Barnini, in forma istituzionale, con la fascia tricolore e il Gonfalone civico, con l’assessore Massimo Marconcini,  alla manifestazione indetta per questa mattina, lunedì 19 luglio a Firenze in Piazza Santa Croce a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, che si trovano da dieci giorni, ormai, in assemblea permanente dopo aver ricevuto per email la comunicazione del loro licenziamento, dopo un normale turno di lavoro notturno, senza preavviso e senza motivazioni legate alla situazione economica dell’azienda proprietaria. La giunta comunale di Empoli ha approvato una delibera per sostenere ogni vertenza che renda evidente la necessità di un approccio che parla dalla salvaguardia della dignità delle persone e del lavoro rispetto alle necessità del profitto e produttive, pur tenendo conto delle difficoltà dell’economia, accentuate dalla crisi pandemica, che riguardano non solo la manifattura, ma interi settori economici del territorio metropolitano dalla grande distribuzione al settore pubblico, dalla cura alla persona al settore agroalimentare, dal mondo dello spettacolo alla logistica e all’edilizia e su proposta del sindaco Brenda Barnini di voler esprimere anche in forma istituzionale la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità empolese alle lavoratrici e ai lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio con il proprio sostegno in presenza alla manifestazione. “In piazza Santa Croce a Firenze stamattina – ha detto la sindaca empolese –  ci sono tutte le istituzioni toscane al fianco dei lavoratori della Gkn e in difesa del lavoro. Questa battaglia non riguarda solo quei lavoratori ma tutte le nostre comunità che rischiano di uscire dalla pandemia ancora più deboli”.

In piazza con il gonfalone del Comune di Prato c’era anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni: “Espriamo piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Gkn, perchè quello che è accaduto rapresenta uno strappo violento rispetto alle consuetudini e ai rapporti sindacali tra imprenditori, associazioni di categoria, lavoratori ed istituzioni che da sempre contraddistinguono il nostro territorio. È una ferita profonda per il nostro sistema cancellare così 500 posti di lavoro tra addetti diretti ed indotto: dobbiamo fare di tutto per salvare la produzione a Campi Bisenzio, un territorio vicino a noi, ma nell’interesse dell’intera Toscana. È giusto che le istituzioni siano qui oggi in piazza, per urlare che le relazioni sindacali non possono funzionare così, è impensabile”.

“Oggi dalla piazza è arrivato un messaggio forte che grida indignazione per il comportamento senza scrupoli di un fondo finanziario, chiede giustizia e rispetto per il lavoro, richiama alle proprie responsabilità politica e istituzioni”  Con queste parole l’assessora al lavoro della Regione Toscana Alessandra Nardini commenta la giornata di mobilitazione indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per la vertenza Gkn di Campi Bisenzio. Nardini questa mattina ha partecipato al presidio che si è tenuto in piazza Santa Croce a Firenze. “Quanto sta accadendo a Campi Bisenzio – prosegue l’assessora – desta grande preoccupazione. La Toscana, come tutto il resto del paese, non può permettersi ondate di licenziamenti collettivi e non deve restare vittima della crudele logica del profitto. Continueremo a chiedere all’azienda il ritiro dei licenziamenti e al governo nazionale l’impegno a seguire la vertenza. Ora serve più che mai l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, della cittadinanza tutta. Al fianco delle istituzioni occorre battersi per difendere il lavoro e la sua dignità, e per sottrarre il nostro territorio alle dinamiche predatorie di fondi e multinazionali, impedendo delocalizzazioni e speculazioni finanziarie sui siti produttivi”.

 

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