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Studente di informatica a Pisa si specializza nella clonazione di carte di credito: condannato

Era riuscito persino ad entrare nei circuiti di credito dell'Arabia Saudita e a spillare 100mila euro dal conto di uno sceicco

Brillante studente di ingegneria informatica aveva deciso di utilizzare le sue competenze per “fare soldi facili”, condannato in via definitiva a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Le accuse dei giudici pisani nei confronti di unl38enne di origini calabresi andavano dalla frode informatica all’accesso abusivo a un sistema informatico, dalla sostituzione di persona alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici.

Reati che per gli inquirenti sono stati commessi dall’imputato per impadronirsi di codici personali e avere la “materia prima” con cui clonare o alterare attraverso gli skimmer le tessere magnetiche per fare shopping attingendo dalle tasche dei truffati. Un hacker estremamente abile che con la complicità di alcuni colleghi universitari era riuscito a metter da parte svariate decine di migliaia di euro grazie alle sue competenze nel mondo del web clonando carte di credito per poi utilizzarle per l’acquisto di merce al fine di rivenderle sempre sfruttando la rete.

Dopo un primo passaggio in Cassazione che aveva rinviato ad altra sezione d’appello per un nuovo processo di secondo grado ora la sentenza definitiva e la condanna passata in giudicato dopo la recente pronuncia della Cassazione. Le indagini della cosiddetta operazione Mastercard, condotte dai carabinieri, iniziarono nel 2012, e portarono fino in Inghilterra.

La banda capeggiata dal calabrese secondo i giudici rubava i soldi da carte di credito di sconosciuti tramite sofisticate operazioni di hackeraggio e acquistava apparecchi tecnologici (poi rivenduti sempre tramite il web) e addirittura il gruppetto di hacker era riuscito persino ad entrare nei circuiti di credito dell’Arabia Saudita e a spillare 100mila euro dal conto di uno sceicco. Ora la condanna definitiva.

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