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Morta nell’orditoio, la perizia evidenzia una manomissione al quadro elettrico

L'esperto incaricato dalla procura pratese, l'ingegner Carlo Gini, ha tempo fino al prossimo 1 luglio per consegnarla.

Perizia sul macchinario dentro il quale ha perso la vita, in un orditoio di Montemurlo, in provincia di Prato, Luana D’Orazio, la giovane mamma deceduta il 3 maggio scorso dopo essere trascinata e risucchiata all’interno.

Perizia che ha evidenziato una manomissione al quadro elettrico

L’ipotesi che i sistemi di sicurezza dei macchinari della ditta di Montemurlo in cui è morta la giovane operaia fossero stati manomessi per funzionare anche con i cancelli di protezione alzati.

L’esperto incaricato dalla procura pratese, l’ingegner Carlo Gini, ha tempo fino al prossimo 1 luglio per consegnare la perizia.

Martedì scorso, nel pomeriggio il pm Vincenzo Nitti ha interrogato i titolari dell’azienda tessile, indagati per omicidio colposo e rimozione o omissione delle cautele antinfortunistiche, contestati anche al terzo indagato, il manutentore del macchinario, Mario Cusimano. Luana Coppini ha risposto per oltre due ore alle domande del magistrato, mentre il marito Daniele Faggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere

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