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Rientra in Italia con una nuova identità, ma deve scontare una pena di 6 anni e 8 mesi: arrestato e portato in carcere a Sollicciano

A fermarlo per un controllo sono stati i carabineri di Pelago

Rientra in Italia con una nuova identità, ma deve scontare una pena di 6 anni e 8 mesi: arrestato e portato in carcere a Sollicciano.

Nel tardo pomeriggio di ieri (28 maggio) i carabinieri di Pelago hanno tratto in arresto un 46enne di origini bosniache in esecuzione di un mandato di arresto europeo del 2018 connesso ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona nel giugno 2015.

L’uomo, già condannato a 9 anni di reclusione e con una pena residua da scontare di 6 anni ed 8 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione per fatti commessi nelle province di Ascoli Piceno, Macerata e Roma, tra il 1999 ed il 2000, già scarcerato per scadenza dei termini cautelari nel 2008, aveva nel frattempo acquisito una nuova identità albanese, rientrando in Italia circa un anno fa.

Ed infatti ai Carabinieri che lo hanno controllato aveva esibito un passaporto con generalità apparentemente pulite, salvo il fatto di non essere in regola con il permesso di soggiorno. Approfondendo il controllo e sottoponendo il sospetto a rilievi foto-dattiloscopici, è così emersa la sua reale identità, su cui gravava il provvedimento restrittivo già esteso all’area Schengen.

Per il 46enne, coinvolto vent’anni prima, con altri sodali, in un traffico internazionale di eroina, cocaina ed hashish, oltre che in un giro di prostituzione, con numerose ragazze straniere fatte entrare clandestinamente sul territorio nazionale e poi costrette, anche con minacce, ad esercitare la prostituzione, di cui l’uomo, con i propri complici, tratteneva i proventi si sono aperte le porte del carcere di Sollicciano.

 

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