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Cannabis, Forum Droghe: “L’assoluzione di Walter De Benedetto è importante ma ora tocca alla politica”

Il segretario dell'associazione: "Ancora una volta è la magistratura che deve decidere secondo buon senso"

“L’assoluzione dall’accusa di coltivazione di cannabis è un fatto importante. Mentre viene sospeso il digiuno, la palla passa alla politica”. Commenta così Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe, l’associazione che dal 1995 si occupa di politiche sulle droghe a livello nazionale e internazionale, la decisione del Tribunale di Arezzo di assolvere Walter De Benedetto dall’accusa di coltivazione di cannabis.

“Si tratta di una decisione che attendavamo con ansia e che mette fine ad un procedimento indegno di un paese civile – va avanti Fiorentini -. La sentenza di Arezzo ci fa certo gioire insieme a Walter De Benedetto, ma ci rigetta subito nello sconforto. Ancora una volta è la magistratura che deve decidere secondo buon senso, evitando l’accanimento giudiziario nei confronti di un malato che coltivava la propria medicina. La politica invece continua ad essere sorda e cieca di fronte ai danni dell’attuale legge, così come è incapace di garantire ai malati la propria cura, come testimoniano oltre a Walter migliaia di malati, medici e farmacisti sparsi nel paese. Grazie a Walter, ai suoi legali ed a tutti coloro che in questi mesi hanno sostenuto la sua lotta, manifestando e digiunando in tutta Italia, ora la palla passa al Parlamento e al Governo. Il primo deve approvare al più presto la proposta Magi sui fatti di lieve entità e sulla decriminalizzazione della coltivazione di cannabis ad uso personale, il secondo garantire il diritto alla cura con la cannabis”.

“Lo stesso movimento che oggi gioisce insieme per l’assoluzione di Walter e sospende il digiuno che aveva coinvolto 400 persone, continuerà domani a lottare insieme perché le politiche sulle droghe nel nostro paese siano riformate. La Guerra alla Droga continua a far danni alle persone che usano sostanze, a ingolfare i tribunali, a riempire le carceri. E in più il proibizionismo non è stato capace di ottenere alcun risultato concreto in termini di riduzione di domanda e offerta. È ora di cambiare paradigma, sulla scia dei risultati e delle evidenze che ci giungono dalle regolamentazioni legali di Uruguay, Canada e di 18 Stati Usa L’Italia – conclude Fiorentini – che nel passato ha costruito la sua ricchezza anche sulla canapa, deve cogliere oggi i vantaggi sanitari, sociali, di sicurezza pubblica e di crescita economica offerti della legalizzazione della cannabis”.

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