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Le rubriche di Toscana in Diretta - Ho perso il filo

Buoni propositi per il 2022? Lasciare andare…

In tempo di auguri e buoni propositi, questa fine anno ci ha trovato impreparati. I discorsi su quale mutanda rossa di pizzo indossare o quale sia il colore più glamour per queste feste ha lasciato spazio solo alle ansie da tampone. Positivo o negativo. In quarantena o al lavoro. Coi parenti o meno, senza amici ma coi congiunti. Non si pensa ad altro e non si parla d’altro.

Questa pandemia ha cambiato il nostro linguaggio, o forse sarebbe meglio dire che la narrazione di questa pandemia nel giro di pochissimo tempo ha influenzato il nostro linguaggio. Definitivamente.
E se l’idea si fa parola per il 2022 vorrei che ognuno trovasse le proprie, di parole.

Io ve ne regalo due: lasciare andare.

Se la parola fosse davvero evocativa vi condurrei volentieri dentro un piccolo ma sconvolgente viaggio. Chiudete gli occhi (fatelo dopo che sarete arrivati in fondo al paragrafo) e immaginate di essere una piccolissima foglia di un ramo di un altissimo albero. Rossa e gialla cullata dal vento. A un tratto il picciolo si stacca. È tempo. E la piccola foglia inizia il suo viaggio affidata al vento che la culla fino a toccare terra. Non è più albero, è ancora foglia, ma toccare terra non significa finire, significa trasformazione. Lasciarsi andare, affidarsi all’aria, toccare terra diventare terra per tornare albero.

Lasciate andare le parole, le spiegazioni, i punti di vista, le discussioni. Per un giorno lasciate che sia semplicemente vuoto. Fate spazio intorno. Spegnete la televisione, non comprate il giornale, spegnate la radio e tenete il telefono silenziato. È tempo di togliere, è tempo di stare. Tempo di apprezzare le stesse cose con un sapore nuovo.

Nulla potrà mai essere come prima, ma non solo da oggi: è sempre stato così ma ci siamo illusi per troppo tempo che reiterando azioni e parole potesse essere vero. Nulla è mai uguale a prima. Nessuno è mai uguale sé stesso. Non ci si bagna mai due volte nel solito mare. Mai. Tutto è in movimento e in trasformazione. Accettarlo è già un primo passo per seguire l’andamento della vita, quella vera e non quella che ci raccontano le pubblicità per farci comprare online o per convincerci che solo l’ultima piastra di marca potrà renderci felici anche se non siamo mai riuscite nemmeno a farci una piega con la spazzola della nonna.

Lasciare andare per accogliere e trasformare. Come la piccola foglia: lasciarsi andare per accogliere il salto nel vuoto e accettare la trasformazione che verrà. Se nulla potrà mai essere come prima, chiedetevi solo quale forma vorreste avere invece di rimpiangere una pelle che comunque non tornerà. Concentrarsi su quello che sarà e non su quello che è stato. Non serve a niente rimpiangere: ciò che lasciamo indietro non serve più, abbiamo bisogno di una forma tutta nuova adesso, per essere capaci di proseguire nel futuro consapevoli e integri, affidarsi al tempo e alle nostre reali necessità.

Darsi tempo è un gesto di infinita gentilezza, E allora lasciate andare e regalatevi spazio, perché, e in fin dei conti, il tempo è tutto ciò che abbiamo.

Tiziana Alma Scalisi

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