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Luana D’Orazio, perizia sull’orditoio gemello: le protezioni non sono scattate

Nei prossimi giorni sarà esaminato il macchinario dov'è morta la giovane mamma

C’è un fondamento sul sospetto che il macchinario che ha trascinato e ucciso Luana D’Orazio, la giovane operaia apprendista che ha perso la vita a Prato,  non avesse le protezioni.

Nell’ esame effettuato ieri (12 maggio) sul macchinario gemello i sistemi di sicurezza erano manipolati

E’ quanto ha accertato la procura di Prato, dopo che il consulente tecnico ha eseguito il controllo su un orditoio presente nella ditta uguale a quello in cui ha perso la vita la 22enne.

Dopo l’incidente mortale sul lavoro,  gli inquirenti hanno infatti sequestrato due orditoi nella ditta, per fare una comparazione.
Nei prossimi giorni sarà esaminato il macchinario dov’è morta la giovane mamma

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